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Incontro Network QueerForPeace
Roma, aprile 2003


L'incontro inizia alle h 16:30 e sono presenti:
Black Laundry (Tel Aviv)
circolo Mario Mieli (Roma)
Movimento Omosessuale Sardo (Sassari)
Antagonismo Gay Bologna e Torino
Azione Gay-Lesbica (Firenze)
Helena Velena
Queering Sapienza (Roma)
gruppo Pesce
PRC
CODS
Qube
Gayroma.it
Quelli de n'a certa
e singole e singoli.

Erano impossibilitati a partecipare ma interessati/e:
Circ. Pink (Verona)
Titti De Simone (PRC)
Arcilesbica Lady Oscar (Palermo)
Liana Borghi
Arcilesbica naz.
Renato Sabbadini (Arci Gay naz.)
uff. nuovi diritti CGIL
Arthur Bruls (Holland)
Zeno Mengazzi (Vr)
e altri/e singoli/e

In apertura di assemblea viene illustrato il percorso dell'iniziativa ed esposto l'incontro con due militanti israeliani GLBT incontrati il giorno prima a Verona (sono dovuti partire prima per lo scoppio della guerra):
Il progetto nasce durante il seminario Gay Lesbiche e neoliberismo al S.F.E. di Firenze. La proposta di una missione di pace GLBT in Palestina venne inserita nel documento finale e presentata nella plenaria in conclusione delle giornate del Forum. Da allora alcuni documenti proposti da Massimo mele del MOS, che si era incaricato dell'iniziativa, hanno fatto il giro del mondo attraverso il passaparola dei gruppi e dei singoli/e che aderiscono all'iniziativa. Gilly e Yosef, lesbica e gay israeliani e militanti del Black Laundry espongono il loro modo di agire e le motivazioni alla base della loro pratica politica. Politica che parte dallo specifico glbt per estendersi a tutte le situazioni di disagio e oppressione prodotte da questo sistema economico e da una mentalità maschile e violenta tutta tesa alla sopraffazione.
Secondo Massimo (MOS) l'idea nel tempo si è sviluppata e anziché limitarsi alla semplice organizzazione di un'iniziativa da parte di un coordinamento di gruppi GLBT, dovremmo ora puntare ad un movimento trasversale di GLBT che si riconoscono in una critica non solo dell'occupazione israeliana o dell'attuale guerra in Iraq, ma della guerra in sé e dei processi politico economici da cui scaturisce. Senza cioè limitarsi al presente ma pensare alle cause e a come noi, gay e lesbiche all'interno di un vasto movimento di opposizione, possiamo incidere. L'iniziativa in Palestina si sviluppa su questa prospettiva, collegare cioè le tematiche della pace e della fine dell'occupazione israeliana ad un percorso di liberazione sessuale. Anche il movimento omosessuale si trova oggi ad una svolta, o meglio ad un bivio: se continuare in una politica lobbistico/corporativa continuando a seguire l'esempio fallimentare del movimento americano, o se integrare i fondere le nostre elaborazioni e i nostri percorsi con un più ampio movimento di critica all'economia e alla cultura/politica che governano il mondo e i rapporti sociali nella ricerca di un mondo diverso e migliore.
Samira, attivista lesbica del Black Laundry (Tel Aviv) racconta della difficoltà della vita in Palestina, di come l'oppressione israeliana e la ferocia della repressione, dalla nascita della seconda Intifada, rendano impossibile occuparsi di altri problemi quando l'unico pensiero è salvarsi la vita. Il Black Laundry nasce da questa contraddizione, dalla contraddizione cioè di rivendicare diritti per gay e lesbiche in uno stato, Israele, che non rispetta il diritto di un popolo all'identità, alla terra e ad una vita decente. Per loro i vari aspetti dell'oppressione, quella verso i GLBT, verso i palestinesi, verso le donne, verso i travestiti come verso gli immigrati sono riconducibili ad una stessa mentalità maschile e autoritaria che va combattuta globalmente, senza settorializzare le lotte.
Seguono domande sulla vita per gay e lesbiche in Palestina, sull'esistenza di situazioni GLBT più o meno visibili (Andrea - Mario Mieli) , se la persecuzione di gay sia più un fatto politico o religioso (Helena), la situazione del mondo del lavoro e quella dei transgender (Aversa - PRC), il rapporto con gli arabi-israeliani (Enrico), la posizione dell'OLP (Queering).
Samira: la nascita della seconda Intifada ha cancellato tutti i rapporti intrapresi, ora comunicare è impossibile. In Israele la situazione per i GLBT è diversa, ma se sei arabo vieni comunque discriminato. L'OLP non ha mai preso posizione ufficialmente rispetto all'omosessualità.
La discussione si sposta poi sul nostro giudizio di Israele e la nostra lettura del conflitto. Sapro (comunità israeliana) è sbagliato paragonare Sharon a Hitler, per quanto sanguinari e atroci entrambi. Rossana (Mario Mieli) chiede una sorta di equidistanza che riconosca anche le paure di Israele e la loro necessità di proteggersi dal terrorismo. Per Massimo (MOS) il problema non è come ci poniamo nei confronti dei Governi, ma verso le popolazioni. Non riconoscere oggi che la situazione non può essere equiparata perché ci sono un paese occupato e uno occupante, sarebbe come non condannare un violentatore perché da piccolo ha subito violenze. Certo, capire le dinamiche è giusto, come giusto è non esasperare l'odio fra i popoli, ma condannare le atrocità dei governi israeliani e chiedere la fine INCONDIZIONATA dell'occupazione (cioè non vincolata alla fine del terrorismo o alla morte di Arafat) deve essere un punto fermo della nostra politica. Come lo è la condanna del terrorismo e di tutti gli atti di violenza, anche quelli contro gay e lesbiche perpetrati dall'ANP che denunceremo nei nostri incontri a Ramallah.
Vengono esposte alcune perplessità rispetto alla riuscita della missione, alla reale possibilità di ingresso in Israele e alle iniziative in programma.
Struttura: si conviene di mantenere una struttura orizzontale dove ognuno, gruppi e singol* si preoccupano di far girare i documenti e di organizzare iniziative di presentazione dell'iniziativa e di raccolta fondi. Si pensa alla compilazione di un documento ufficiale da parte di Massimo che girerà per i gruppi interessati per eventuali modifiche e verrà poi usato per la presentazione ufficiale dell'iniziativa.
Per l'organizzazione delle iniziative alcuni di noi si dovrebbero rendere disponibili a partecipare alle iniziative nelle altre città per dare al progetto una dimensione il più possibile estesa.
Soldi: ci serviranno minimo di € 15.000 (quindicimila), conteggio effettuato pensando ad un aiuto per persona di € 200,00 sul costo del biglietto nell'ottica di arrivare ad aiutare almeno 50 persone. I costi si aggirano attorno ai 300/350 € per il biglietto aereo, più una media di 15 € al giorno per mangiare e dormire. Vanno aggiunti ai costi l'organizzazione del viaggio a Gaza e a Ramallah, più le varie spese organizzative. Più raccogliamo meno dovremo aggiungere personalmente. Per ora, le spese, sono state affrontate, nell'ordine, da: Mario Mieli, Movimento Omosessuale Sardo, Azione Gay Lesbica. Chiunque volesse partecipare lo può fare chiamando il Mieli o il MOS e chiedendo le coordinate bancarie o postali. Se inoltre qualcuno volesse proporsi come tesoreria o assumersi l'incarico di sondare agenzie e internet alla ricerca di biglietti aerei competitivi (organizzazione logistica) può comunicarlo al MOS o al Mieli (per ora riferimenti dell'iniziativa)
GIUGNO IN PALESTINA (data indicativa 10/20)
Rispetto all'iniziativa vera e spropriale proposte concrete sono, per ora, queste:
· partecipazione al Pride di Gerusalemme del 14 Giugno
· organizzazione conferenza pubblica su: "Sessualità, guerra e religione"
· incontro con Mustafà Bargouthi a Ramallah (è il coordinatore delle ONG palestinesi e direttore dell'HDIP)
Siamo in attesa di risposte da altri gruppi palestinesi e singole personalità, nonché dall'università araba di Gerusalemme.
· Tour conoscitivi a Gaza e Ramallah (per una conoscenza diretta della vita sotto occupazione)
Il sito www.queerforpeace.org è in costruzione e sarà attivo fra breve, chiunque voglia inserire documenti o altro può comunicarlo a Gianni Cardini bricioli@tin.it . Rispetto al simbolo non si è arrivat* ad alcuna decisione, per quanto diverse persone abbiamo suggerito di ritornare ad utilizzare il triangolo rosa, primo simbolo del movimento e di comprensione più immediata. Chiunque avesse idee sulla simbologia e sugli slogan è liber* di proporle.
Prossimo Incontro: il prossimo incontro dovrebbe essere fatto all'inizio di maggio, in una data in cui sia possibile stabilire le date definitive del viaggio. Le date possibili sono il 3, il 10 e il 17 (anche se il 17 è già un po' tardi). Cerchiamo di decidere nel più breve tempo possibile.
Ciao
Paolo e Massimo