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Venerdì 29 gennaio 2010, ore 18:00 Libreria Messaggerie Sarde, reparto dischi

Il Movimento Omosessuale Sardo

in occasione della Giornata della Memoria incontra

Paola Bonatelli,
giornalista free lance e membro del direttivo del Circolo Pink di Verona che presenterà il libro

Le ragioni di un silenzio.
La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo

(Ombre Corte, Verona, 2002). Il volume è frutto di un seminario curato dal Circolo Pink - Gay Lesbiche Transessuali Bisessuali Eterosessuali - Diritti Umani e Cittadinanza di Verona.

Il Giorno della Memoria, 27 Gennaio, è una ricorrenza istituita dal Parlamento italiano nel 2000 per ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le vittime italiane dei campi di concentramento e coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati. Il 27 gennaio 1945, data alla quale si riferisce la giornata, vennero abbattuti i cancelli del campo di Auschwitz e il mondo conobbe l'orrore dei campi di sterminio nazisti e il trattamento riservato ai suoi prigionieri. Il giorno della memoria, così come formulato dal Parlamento italiano, riproduce quanto accadde dopo la fine della guerra, ovvero il riconoscimento del dolore e del sacrificio di una parte degli internati, sicuramente i più numerosi, gli ebrei, ma nulla dice di quelle migliaia di vittime non riconosciute perché criminalizzate anche dopo la caduta del nazismo: gay e lesbiche. Gli omosessuali, marchiati con un triangolo rosa i gay e nero le lesbiche, cominciarono ad essere imprigionati e perseguitati in maniera sistematica dal 1934, anno in cui il paragrafo 175, la legge tedesca che puniva la sodomia approvata nel 1871, venne inasprita fino al punto da criminalizzare non solo l'atto ma anche l'intenzionalità e il semplice essere omosessuali.
Si stima che furono circa 100.000 gli omosessuali arrestati sotto il nazismo e di questi 10.000 vennero condotti nei vari campi di sterminio dove furono sottoposti agli esperimenti più disparati: dall'elettroshock alle cure ormonali fino a veri e propri esperimenti genetici. La percentuale di mortalità dei prigionieri gay fu superiore al 60%, la più alta dopo gli ebrei. La tragedia dei campi di concentramento fu, per gli omosessuali, un dramma da interiorizzare e vivere nel silenzio poiché il paragrafo 175 rimase in vigore, nella formulazione pre-nazista, fino al 1969.
Nessun riconoscimento pubblico, nessun risarcimento e nemmeno la possibilità di poter parlare pubblicamente del proprio calvario per il rischio di venire arrestati di nuovo e, paradossalmente, il tempo trascorso nei campi di concentramento venne loro dedotto dalle pensioni. Una tragedia nella tragedia che la Germania cominciò a riconoscere solo negli anni '80 e, solo nell'ultimo decennio, sono stati risarciti i pochi superstiti gay ancora in vita.

Il Circolo Pink Gay Lesbiche Transessuali Bisessuali Eterosessuali - Diritti Umani e Cittadinanza Verona, è una Associazione culturale e di promozione sociale non a scopo di lucro. E' costituita da persone che si impegnano in un percorso di riconoscimento degli orientamenti sessuali e dell'identità di genere e di affermazione dei diritti umani e di cittadinanza ed è aperta a coloro che si riconoscono in questo percorso. Il Circolo Pink Gay Lesbiche Transessuali Bisessuali Eterosessuali - Diritti Umani e Cittadinanza Verona si impegna, in particolare, per l'affermazione del diritto all'identità personale, all'orientamento sessuale e all'identità di genere.

Paola Bonatelli, giornalista free lance, vive a Verona. Collabora con “Il Manifesto”, “Radio Onda Rossa” e “Radio Popolare”. Ha svolto progetti di ricerca con l’associazione Antigone, che lavora per i diritti e le garanzie nel sistema penale, occupandosi in particolare dell’Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione nelle carceri italiane, per cui ha visitato anche molte realtà detentive della Sardegna. Ha fatto parte del Coordinamento laico antirazzista Cesar K., ora sciolto, ed è attualmente membro del direttivo del Circolo Pink – glbte Diritti umani e Cittadinanza di Verona, di cui cura in particolare l’ufficio stampa.

Modererà l'incontro Giuseppina Doria, introduzione a cura di Massimo Mele