Il documento politico del Sardegna Pride Cagliari 2018

Documento Politico 2018

ESISTIAMO

Siamo alla vigilia del 50º anniversario dei moti di Stonewall. 28/06/1969: una data storica. Per la prima volta Sylvia Rivera, insieme con lesbiche, gay e trans, prese coraggio e si ribellò contro la violenza e la sopraffazione della polizia a New York. Sono passati 49 anni ma siamo ancora lontani da una società che garantisca una reale autodeterminazione delle persone. La libertà nell’affermazione individuale è solo apparente, soggetta a troppi condizionamenti, improntati su modelli etero normativi. L’identità e l’orientamento sessuale delle persone sono ancora, e troppo spesso, tollerate invece che accolte, talvolta dettate da strumentali esigenze di marketing, che finiscono per rafforzare alcuni stereotipi invece che disegnare i contorni di uno spazio di rispetto. Inoltre, il binomio costituito dai generi maschile e femminile, peraltro sempre sbilanciato a favore del primo, da solo non può rappresentare le plurali forme di soggettività: fino a quando non si attiveranno serie politiche nazionali di promozione della cultura delle differenze sarà sempre difficile essere secondo la propria coscienza, i propri desideri, i propri sogni.

Anche quando non si parla di omofobia, intesa nel senso comune, esiste ancora dovunque (nella scuola, nel lavoro, in famiglia) un serio problema di autodeterminazione, rappresentazione e visibilità delle persone LGBT+ e Queer: persone sempre in bilico tra il prender coraggio, per armonizzare il comportamento con la propria identità, e un compromesso al ribasso, per non avere problemi. Solo per citare il caso più eclatante, si pensi alla difficoltà delle persone in transizione nella ricerca di lavoro. Quest’anno ricorre il 50° anniversario del ‘68, anno in cui il mondo occidentale cominciò la propria rivoluzione sessuale: un’occasione in più per liberarci dalle catene mentali, per ribadire che visibilità non è una banale esibizione, per rivendicare il nostro grido politico chiaro:

Esistiamo!

RESISTIAMO

Resistenza, non troviamo termine più adeguato. Quando, durante la campagna elettorale, avevamo constatato la pressoché totale assenza delle tematiche LGBT+ e Queer dalle agende politiche dei partiti italiani, mai avremmo pensato che un governo italiano, cosiddetto del cambiamento, ci avrebbe fatto perfino tornare indietro. Il neo Ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, non ha perso tempo per imporre prepotentemente il presunto modello tradizionale e patriarcale come unica formazione familiare possibile, dal momento che le famiglie omogenitoriali, per lui, non esistono.

La Presidente del Senato della Repubblica, Elisabetta Casellati, in una delle sue prime uscite pubbliche, ha imposto il ritorno alla declinazione maschile sui ruoli ricoperti da donne, ostacolando così il percorso di inclusione della soggettività femminile, faticosamente avviato.

L’uscita di alcuni comuni dal RE.A.DY , (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni), il tentativo di schedature etniche proposte dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e l’abbandono delle politiche di contrasto all’omofobia e al razzismo, sono solo alcuni dei segnali preoccupanti sul destino delle minoranze in Italia.

Scomparire completamente dal dibattito pubblico e ritornarci come persone oggetto di discriminazione e sberleffo, da parte di esponenti pubblici e politici, comporta sia la messa in discussione dei diritti, sia la creazione di un terreno fertile per razzismo, sessismo e omofobia.

E non è infine rassicurante il paragone con la scena internazionale, dove l’avanzata dei partiti populisti e di estrema destra continua senza ostacoli. Ma è da qui, da questo movimento e da questo corteo, che invitiamo tutta la comunità LGBT+ e Queer, le associazioni e la popolazione intera, ad unirsi a noi nella resistenza e alla rivendicazione del diritto di esistere. Rilanciamo il nostro grido politico chiaro: Resistiamo!“

PIATTAFORMA POLITICA

Sardegna Pride 2018

1. Matrimonio egualitario

a. Partendo dal principio della parità/uguaglianza di diritti (Art.3 Cost.), siamo per il matrimonio egualitario. L’attuale legge c.d. Cirinnà, infatti, se da un lato riconosce diritti fino a due anni fa inesistenti, dall’altro sancisce una discriminazione, perché prevede una legislazione speciale per persone ritenute non meritevoli né idonee a costruire una famiglia che abbia stessa dignità e ruolo sociale di quella considerata tradizionale.

b. Rivendichiamo il diritto al riconoscimento dei figli e delle figlie alla nascita per le coppie composte da genitori dello stesso sesso.

2. La riforma delle adozioni

Partendo dal principio universalmente condiviso, secondo cui il primo titolare di diritti è la persona di minore età, siamo per una riforma che faciliti e semplifichi il processo adottivo, a prescindere dall’orientamento e dal legame del/dei genitori.

3. *Intersex, Trans, Gender Fluid*

Cercando di seguire il delicato principio di autodeterminazione dell’identità delle persone, il Sardegna Pride chiede:

a. Libertà per la ri assegnazione chirurgica del sesso per le persone intersessuali, in modo che ogni intervento sia previsto solo con il consenso della persona interessata, per evitare che ciò avvenga al momento della nascita per volontà dei soli genitori secondo un’ottica di adattamento al binarismo di genere.

b. Riconoscimento per legge del diritto al cambio dei documenti senza legarlo alla riassegnazione chirurgica.

c. Sulla scia di quanto recentemente decretato dall’Oms (organizzazione mondiale della sanità) chiediamo che per la transessualità, non più classificata come malattia mentale, vengano adottate opportune regolamentazioni per le assistenza sanitaria, con detrazioni e supporto da parte del SSN (sistema sanitario nazionale).

4. PMA e GpA

Rivendichiamo il diritto all’accesso per tutte le coppie e per le donne singole alla procreazione medicalmente assistita.

Riteniamo che quello intorno alla GpA (Gestazione per Altre/i) sia un discorso assai complesso e dibattuto, in cui tuttavia, laddove sia presente il libero consenso di tutte le persone interessate, sia possibile definire la GpA una scelta pienamente consapevole, a prescindere dall’orientamento sessuale. Viviamo in una società civile in cui il legislatore dovrebbe esser capace di regolamentare adeguatamente la pratica della GpA, tutelando così i diritti di tutti i soggetti coinvolti, senza sfruttamento, costrizione, mercificazione. Per una legge condivisibile non sarebbe necessario inventarsi nulla di rivoluzionario: basterebbe guardare alla fortunata esperienza del Canada.

5. Omo-Bi-Transfobia

Siamo per riporre al centro il problema della discriminazione andando in almeno due direzioni:

a. sul piano del diritto penale, chiediamo l’introduzione dell’aggravante omofobia nella esistente legge Mancino,

b. sul piano della prevenzione, chiediamo una normativa moderna che sappia porre le basi per rimuovere la discriminazione nei contesti in cui essa si manifesta, relegando la sanzione penale al ruolo di minaccia o di extrema ratio.

Sabato 7 luglio alle 18:00 vieni anche tu a Cagliari per far parte del corteo politico più travolgente della Sardegna. Esistiamo, Resistiamo, per difendere, insieme, i diritti LGBT+ e Queer in tutto il mondo.

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